Lo stato dell’editoria in Italia nel 2007
Il mercato dell’editoria libraria si consolida nel 2007, con un valore che registra un +0,4% sul 2006, raggiungendo un giro d’affari complessivo di 3,685 miliardi di euro.
Sono oltre 61mila i titoli librari prodotti (per il 62% si tratta di novità), pari a 266 milioni di copie. Diminuiscono però i lettori: nel 2006 sono stati 24milioni i lettori di un libro in un anno, ma solo 3,4 milioni gli italiani che ne hanno letto uno in un mese.
I lettori di almeno un libro nel 2007? 24milioni di italiani (-1% sul 2006). Ma i lettori di uno al mese passano a 3,4 milioni
Nel 2007 i lettori di almeno un libro non scolastico nei dodici mesi precedenti sono scesi dal 44,1% di tutta la popolazione italiana con più di 6 anni di età al 43,1%.
Dichiarano di aver letto un libro nel 2007 poco più di 24 milioni di italiani con una flessione sul 2006 dell’1,2%; a questo valore va aggiunto un altro 10,8% di lettori di soli libri gialli, rosa, manualistica leggera (cucina, giardinaggio, hobby), di utilizzatori di guide di viaggio, di libri allegati a quotidiani e settimanali. Complessivamente si arriva a un valore del 53,9% di lettori.
Dopo un periodo in cui la lettura aveva fatto segnare lenti ma progressivi tassi di crescita – dal 1999 al 2006 – lo scorso anno è stato il primo in cui si è assistito ad una inversione di tendenza, confermata non solo da Istat ma anche da altre indagini (Ipsos, Nielsen, ecc.).
Questa situazione non modifica affatto le ben note caratteristiche strutturali di un mercato il cui perimetro risulta tra i più ristretti tra i paesi europei:
Tra i lettori, la metà (il 46,2%) non legge più di tre libri all’anno;
Solo il 13,3 % dei lettori ne legge uno al mese (circa 3,2 milioni di persone);
Restano forti le differenze a livello geografico: si passa dal 51,4% del Nord al 31,6% del Sud (venti punti percentuali!); legge il 55% del Trentino Alto Adige o il 53,3% della Lombardia, contro il 30,1% della Sicilia, il 30,2% della Campania, il 29,1% della Calabria, il 28,9% della Puglia, ecc.
Le fasce infantili e giovanili di popolazione si confermano composte da lettori complessivamente più forti (nonostante la maggior diffusione/utilizzo di internet, telefonia mobile, ecc.) rispetto alla media nazionale. Il 59,5% dei bambini di 11-14 anni; il 56,6% dei 15-17enni; il 54,1% dei 18-19enni si dichiara lettore di libri non scolastici.
Il mercato: cresce dello 0,4%
Nel 2007 il valore complessivo delle vendite di libri a prezzo di copertina nel nostro Paese hanno raggiunto la cifra di 3,685 miliardi di euro, con un modestissimo +0,4% rispetto al 2006 (3,670 miliardi di euro).
Le vendite di libri di varia adulti e ragazzi nei canali trade (libreria di catena editoriale e non), grande distribuzione, librerie on line, edicola (esclusi i collaterali), fiere e mostre del libro, si sono attestati nel 2007 a 1,399 miliardi di euro (+1,5%). Da questa cifra restano escluse le vendite di libri scolastici di adozione che hanno raggiunto il valore di 716,3 milioni di euro (+1,5% sul 2006). Il mercato scolastico vale il 19,4% del mercato complessivo del libro.
Il mercato ragazzi (libri 0-14 anni) nel 2007 ha raggiunto il valore di vendita a prezzo di copertina di 137,2 milioni di euro (+2,5% sul 2006), che rappresenta il 9,8% delle vendite dei canali trade, ma appena il 3,7% del mercato complessivo.
Libri in edicola allegati ai quotidiani: -7,5% sull’anno precedente come valore, dimezzati i titoli, -24% sulle copie
Nel 2007 il fenomeno della vendita di libri in edicola in abbinamento a quotidiani e settimanali, già in rallentamento a partire dal 2006, ha subito la sua prima vera battuta di arresto dal 2002, quando questa formula fece il suo ingresso sul mercato italiano: lo scorso anno sono stati venduti in edicola libri per un valore stimato di 453 milioni di euro (-7,5% rispetto al 2006). E dai 988 titoli pubblicati nel 2006 si è scesi a 432.
Il fenomeno era iniziato nel 2002 quando vennero vendute in edicola circa 44,2 milioni di copie di libri, per poi passare nel 2003 a 62,1 milioni, nel 2004 a 75,5 milioni di copie e nel 2005 a 80 milioni. Nel 2006 la prima secca battuta d’arresto, non si arrivò a 60 milioni di copie, che nel 2007 sono ulteriormente scese a 45,5 milioni di copie (-24,1%; stima).
Il fenomeno delle vendite abbinate risulta strutturale per l’industria dei quotidiani (sostituendo la minor raccolta pubblicitaria dovuta al drenaggio delle risorse finanziarie da parte della tv) ma si è spostato, già a partire dal 2005 e in maniera sempre più evidente nel 2006-2007, su collane di Dvd di cinema.
Le case editrici: quelle organizzate sul mercato sono 1016, complessivamente sono 2901
Nel 2007 risultavano censite – tra attive e non – 8.814 case editrici. Tuttavia il parco di imprese – non considerando quelle che non hanno pubblicato alcun titolo nell’anno, quelle che sono emanazione di aziende, fondazioni, enti con altre finalità, o che hanno una produzione occasionale, ecc. - porta il valore a scendere a 2.901 imprese. Gli editori che hanno una presenza organizzata sul mercato (pubblicano almeno un titolo al mese, hanno un piano editoriale, e hanno una distribuzione in libreria, e almeno 100 titoli commercialmente vivi in catalogo) sono 1.016.
Gli addetti: complessivamente 38mila
Rispetto agli anni precedenti non si sono manifestati fenomeni di rilievo nella struttura occupazionale del settore: complessivamente il settore dà occupazione a poco meno di 20 mila addetti (compresi i titolari di piccole e piccolissime case editrici). Alla filiera del libro fanno riferimento anche circa 500 persone impiegate presso service editoriali esterni, circa 2.700 tra addetti alla distribuzione e promotori quando non dipendenti della casa editrice, circa 4mila tra collaboratori editoriali, traduttori, grafici, ecc. che lavorano esternamente ma con una certa continuità nel settore; in crescita il numero di persone che lavora in libreria (11.000). Complessivamente lo stock occupazionale della filiera è stimabile in circa 38 mila addetti.
La distribuzione: sempre più le catene librarie (su 2mila librerie, 609 sono a catene)
Il principale fenomeno che continua a contraddistinguere lo scenario distributivo è rappresentato dallo sviluppo delle catene di librerie (anche con un significativo sviluppo nei centri commerciali, aeroporti e a breve anche nelle stazioni ferroviarie). Oggi su circa 2mila librerie 609 appartengono a catene (editoriali, o della distribuzione), e 92 sono catene a “gestione familiare”: nel complesso il 35,1% dei punti vendita. Di queste catene 63 sono multistore (oltre 1.000 mq di superficie, vendita di libri e altri prodotti come musica registrata, video, ecc.).
Produzione: oltre 61mila titoli (per il 62%novità), 266 milioni le copie
Nel 2006 - ultimo anno di cui si hanno dati definitivi sulla produzione (quelli relativi al 2007 saranno disponibili a settembre) - sono state pubblicati 61.440 titoli, compresi quelli destinati all’adozione scolastica (6.202) e i libri per bambini e ragazzi (4.288). Il 61,8% di essi sono novità (62,4% nel 2005). Sono escluse le opere vendute assieme ai quotidiani e settimanali.
L’82,9% dei titoli pubblicati sono libri di varia (narrativa, manualistica, saggistica, guide, arte e illustrati, guide di viaggio, libri universitari, Stm, reference ed enciclopedie); un altro 7,0% sono libri per bambini e ragazzi; infine il 10,1% sono libri destinati all’istruzione dell’obbligo e alla scuola superiore.
Nel 2006 - escludendo sempre le copie dei libri venduti assieme a quotidiani e settimanali - sono stati stampate 266,1 milioni di copie con una tiratura media di 4.300 copie.
I titoli commercialmente vivi erano nel 2007 581mila (546.000 nel 2006: +6,4%).
E i primi mesi del 2008?
I primi dati del 2008 non prospettano un anno felice. Anche per la più generale contrazione dei consumi delle famiglie gli indici del valore delle vendite del commercio al dettaglio su piccola e grande superficie hanno fatto segnare all’aprile scorso un -3,4% nelle vendite rispetto al corrispondente mese del 2007 alla voce “cartoleria, libri, giornali e riviste” e un -1,0% rispetto al marzo 2008. (Fonte:Indice del valore delle vendite del commercio fisso al dettaglio, giugno 2008).
A cura dell’Ufficio studi di AIE