C'è un futuro per il libro nell'attuale panorama culturale? E di che tipo?
Sono nati nel 2004 per rispondere a questo quesito gli Stati generali dell'Editoria, promossi dall'Associazioone Italiana Editori.
L'evento, dal titolo "Più cultura, più lettura, più Paese", si poneva però un obiettivo ancor più ambizioso: capire come allargare la domanda di cultura, e quindi di lettura, attraverso la rimozione degli ostacoli che frenano gli operatori e la promozione del libro nel contesto degli altri media (che diffondono, come avviene per l'editoria libraria, contenuti culturali, sia pure con altri linguaggi e supporti).
L'evento
Due giornate di lavori in cui il mondo dell'editoria si è confrontato con i rappresentanti dell'intero universo dei contenuti (non solo con gli esperti della filiera del libro ma anche con quelli degli altri media), con i rappresentanti istituzionali e delle altre forze imprenditoriali, con politici, economisti, giornalisti e persone di alta cultura. Al centro del dibattito, il libro e l'industria editoriale, certo, ma come esempio per una riflessione ben più ampia e orientata a tutto l'universo di "chi fa cultura": si sono affrontati così i tre temi nodali della formazione - istruzione alla lettura, della promozione di cultura e della sinergia con gli altri media.
Quale cultura in Italia? E quale sviluppo per l'Italia?
L'appuntamento del 14 e 15 settembre 2004 si proponeva di richiamare con forza all'attenzione pubblica il valore fondamentale della cultura, i cui contenuti sono veicolati prioritariamente dai libri, come espressione dell'identità e della vitalità del nostro Paese e della sua capacità di concorrere al confronto delle idee e delle esperienze in Italia, in Europa e nel mondo.
Partono da qui gli Stati generali dell'editoria 2006.