Gli Stati generali dell’editoria 2008
“Scommettere sui giovani”, perché sono già agli ultimi posti in Europa
La cultura è un “lusso”? No, se si scommette sui giovani. Ruoteranno intorno a questo tema gli Stati Generali dell’editoria 2008, presentati il 23 luglio a Milano dall’Associazione Italiana Editori (AIE) e in programma l’1 e 2 ottobre a Roma, nella Sala dello Stenditoio di San Michele a Ripa, ancora una volta con l’ambizioso titolo di “Più cultura, più lettura, più Paese”, ma centrati, e non a caso, sul tema “Scommettere sui giovani”.
Sono proprio i giovani la fascia più debole di questo momento congiunturale, tra crisi economiche delle famiglie e insufficienza delle risorse dello Stato: su questa fascia d’età 0-19 anni il tema si fa ora stringente. E da qui, dati alla mano, partirà l’analisi che metterà a confronto nelle Assise generali del mondo del libro gli editori italiani con i Ministri Mariastella Gelmini, Sandro Bondi e Giorgia Meloni. E ancora li porterà a dialogare con il responsabile del Plan de Fomento spagnolo (l’equivalente spagnolo del Centro per il libro e la lettura), con il project director del National Year of Reading inglese e ancora con economisti, studiosi, giornalisti, manager, rappresentanti del mondo dei media, delle istituzioni - locali e non - e delle forze politiche con dirette responsabilità in materia culturale, economica e di bilancio.
Al centro, il libro e la lettura e la loro capacità di impattare anche sulla mobilità sociale del Paese. Possibile? Certo, come dimostrato dagli ultimi dati raccolti dall’Ufficio Studi dell’AIE sull’andamento dell’editoria e dalle indagini dell’Istituto IARD Ricerche Politiche e Socioeconomiche (RPS) sulla condizione giovanile e sugli intrecci tra scuola, consumi culturali e ruolo della lettura e del libro.